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Importanti novità nel trattamento della sclerosi multipla con le cellule staminali

La sclerosi multipla è una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale e per la quale non è stata ancora individuata una cura definitiva.

Nell’ambito della sperimentazione scientifica sono in corso terapie avanzate che prevedono l’utilizzo delle cellule staminali per il trattamento della sclerosi multipla. Le cellule staminali in questione sono quelle emopoietiche (cellule pluripotenti che danno origine a tutte le cellule del sangue) e quelle mesenchimali (rappresentano una componente minima del tessuto del midollo osseo).

A Palermo, il centro specializzato dell’Unità operativa di Neurologia dell’Azienda Villa Sofia-Cervello diretto da Salvatore Cottone riveste un ruolo di primaria importanza nell’utilizzo sperimentale delle cellule staminali per il trattamento della sclerosi multipla. Sono stati selezionati dieci pazienti affetti da questa malattia di cui sei presentavano ricadute e remissioni e quattro si trovavano in una fase in cui la malattia non presentava ricadute o processi infiammatori in atto, ma era evidente una progressione della disabilità. Tra i dieci pazienti, due avevano manifestato i sintomi della sclerosi multipla già in età pediatrica.

Su questi pazienti è stato effettuato il trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche cioè sono state utilizzate cellule ottenute tramite isolamento e purificazione del sangue appartenente allo stesso paziente.  A distanza di 6 - 84 mesi dal trapianto, su dieci pazienti, otto hanno presentato un miglioramento determinante dal punto di vista neurologico. Il livello di disabilità è diminuito e in taluni casi si è assistito alla normalizzazione dell’esame neurologico. I due pazienti che presentavano la sclerosi multipla progressiva, hanno ottenuto una stabilizzazione del quadro clinico. Nel complesso, per ciascuno dei dieci pazienti non si è verificata una ripresa dell’attività radiologica, né c’è stata una progressione della disabilità, né è stata avviata una terapia farmacologica.

Si tratta di risultati importanti che confermano quanto sia efficace il trapianto di cellule staminali emopoietiche. Il trapianto infatti è indicato esclusivamente per le forme aggressive della sclerosi multipla e in casi attentamente selezionati in quanto si tratta di una procedura complessa che può comportare dei rischi.

Anche le cellule staminali mesenchimali potrebbero aprire la strada a terapie rigenerative per il trattamento di diverse malattie. “Alcuni studi in vitro – afferma il dottor Cottone - hanno dimostrato infatti che le mesenchimali potrebbero avere la capacità di transdifferenziare, cioè di trasformarsi in cellule di altri tessuti embrionali, incluse quelle neurali. Una delle proprietà più interessanti delle mesenchimali legate al loro uso clinico nel trattamento della sclerosi multipla è la capacità di esercitare un potente effetto antiinfiammatorio e di modulazione della risposta immunitaria, oltre che di stimolazione di fattori di crescita nervosa. Sulle mesenchimali il nostro Centro ha avviato un progetto di studio che potrebbe portare a breve ad un impiego anche di queste cellule”.

Fonte: www.insanitas.it

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