La storia di Emma - Conservazione cellule staminali: banca del cordone ombelicale | Sorgente
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La storia di Emma

Emma è una bimba ucraina di cinque anni, nata con diagnosi di spina bifida.

Durante la 35esima settimana di gravidanza i genitori appresero che la loro bimba aveva una malformazione alla colonna vertebrale.

“Era il nostro primo anniversario di matrimonio” ricorda la mamma di Emma, Daria, “quel giorno, dopo aver fatto l’ecografia, ci comunicarono la terribile notizia. Non avevamo mai sentito parlare di spina bifida fino a quel momento, speravamo che i dottori si sbagliassero e che nostra figlia nascesse sana”.

 

Cos’è la spina bifida

La spina bifida è un difetto alla nascita in cui si verifica una chiusura incompleta delle vertebre della colonna vertebrale e delle membrane attorno al midollo spinale che può manifestarsi durante lo sviluppo iniziale della gravidanza. Tra le cause che provocano la spina bifida, i medici nominano la carenza di acido folico della madre, una predisposizione genetica, l’uso di alcuni farmaci da parte della donna gravida e il diabete mal gestito. La spina bifida è uno dei difetti congeniti più comuni che portano a disabilità e i casi più gravi possono essere solitamente rilevati durante la gravidanza dall’ecografia fetale.

 

La testimonianza della mamma

“Gli ospedali con reparti di maternità iniziarono a rifiutarmi, uno per uno”, ricorda Daria. “Solo i medici del reparto di maternità n. 5 di Kiev accettarono di eseguire un taglio cesareo se solo avessimo trovato un neurochirurgo che avrebbe immediatamente operato mia figlia”.

 

La conservazione del sangue cordonale di Emma

“Fu il chirurgo Pavel Plavskiy ad assisterci e fu proprio lui a suggerirci di raccogliere il sangue cordonale, un gesto necessario per aiutare nostra figlia durante l’operazione” spiega Daria. “Per una donna in attesa, non c’è nulla al mondo di più importante del momento in cui terrà in braccio il proprio bambino. Ma a volte, quando si scopre che il bambino nascerà con malformazioni congenite, i genitori sono costretti ad abbandonare i sogni e a concentrarsi sul problema”

 

Il kit di raccolta delle staminali del sangue cordonale

Daria racconta di quanto fosse ossessionata dal dubbio di aver fatto tutto il possibile per salvare la vita della sua piccola. E per questo fu molto attenta nel tenere sempre sotto controllo il kit di raccolta del sangue cordonale.

“Quando ero nel reparto di terapia intensiva, prima che mi facessero il taglio cesareo, i corrieri della biobanca portarono un contenitore per la raccolta del sangue del cordone ombelicale. Ho tenuto sotto controllo questa borsa rossa sempre e, nonostante una flebo endovenosa nel braccio, il giorno del cesareo non ho nemmeno permesso all’infermiera di andare a prendere il contenitore, perché cercavo di tenere costantemente gli occhi su quella borsa, anche mentre ero in sala operatoria”.

Daria continua nel suo racconto: “Anche quando ho visto mia figlia nascere non ero tranquilla perché non volevo che si dimenticassero di raccogliere il sangue del cordone ombelicale. Mi sono tranquillizzata solo quando il kit è stato consegnato al corriere per il trasporto”.

 

L’operazione e le staminali del cordone ombelicale

Poche ore dopo la nascita, Emma è stata trasferita nel dipartimento di neurochirurgia dell’ospedale specializzato di Okhmatdet. Il sangue cordonale è stato consegnato in modo tempestivo da HEMAFUND, biobanca ucraina. “L’operazione è stata molto complicata. C’era un’ernia sulla colonna vertebrale di Emma, ​​in cui germogliavano le radici del midollo spinale” ricorda Daria, “Il chirurgo ha dovuto posizionare il midollo spinale in modo corretto e rimuovere l’ernia. Il recupero dopo l’intervento chirurgico è stato abbastanza rapido e incoraggiante. In un mese Emma fu dimessa dall’ospedale e il peggio era finito”. Daria si sentì rassicurata subito, sapeva che tutto sarebbe andato bene grazie all’uso del sangue cordonale.

 

Il sangue cordonale per bambini con spina bifida

Il neurochirurgo, il Dr. Plavskiy, ha condotto uno studio in cui 39 bambini con spina bifida hanno ricevuto infusioni endovenose del loro sangue autologo. Questo tipo di intervento chirurgico viene eseguito quasi immediatamente dopo la nascita . La motivazione per cui si somministra il sangue cordonale durante l’intervento chirurgico è quella di ricostituire la perdita di sangue e stimolare la riparazione mediata dalle cellule staminali. I bambini sono stati seguiti per 16 mesi dopo l’intervento chirurgico e hanno dimostrato un miglioramento sia dei movimenti che delle funzioni degli organi pelvici.

Non esiste ancora una cura nota per i danni ai nervi causati dalla spina bifida, ma quando l’intervento chirurgico viene eseguito poco dopo la nascita si possono prevenire ulteriori danni neurologici chiudendo l’apertura della colonna vertebrale e drenando l’eventuale accumulo di liquido spinale cerebrale

Oggi, gli unici ricordi delle condizioni di Emma sono regolari esami medici e qualche debolezza alle gambe. La piccola sta bene grazie al suo stesso sangue del cordone ombelicale.

 

Fonte: https://parentsguidecordblood.org/en/news/emmas-story-spina-bifida-surgery-cord-blood

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Le cellule staminali del cordone ombelicale: una garanzia per la vita

Cellule staminali

Quando parliamo di cellule staminali intendiamo una popolazione eterogenea di cellule accumunate dall’essere indifferenziate e dotate della capacità di autorinnovarsi. In questa popolazione di cellule staminali identifichiamo:

Cellula staminale embrionale
La cellula staminale embrionale è capace, virtualmente, di differenziarsi verso qualsiasi organo o tessuto. Tuttavia, la cellula staminale embrionale è fonte di problematiche etico-morali, in quanto il suo ottenimento è vincolato alla manipolazione e distruzione di un embrione. Al contrario nessun problema etico nasce dall’utilizzo sia della cellula staminale adulta sia della cellula staminale cordonale.

La cellula staminale adulta
La cellula staminale adulta, cosi come la cellula staminale del cordone ombelicale, comprende staminali in grado di originare tutte le cellule della linee ematopoietica (dette cellule staminali ematopoietiche) ma anche cellule staminali (dette cellule staminali mesenchimali) che possono differenziare in cellule cartilaginee, ossee ed adipose. Tuttavia le procedure per il prelievo delle cellule staminali adulte sono invasive, basti pensare alla procedura per l’estrazione del midollo ossseo, mentre il cordone ombelicale è una ricca fonte facilmente ed immediatamente accessibile di cellule staminali.

Le cellule staminali del cordone ombelicale
Le grandi capacità proliferative e differenziative, congiuntamente alla loro immaturità immunologica, rendono le cellule staminali del cordone ombelicale uno strumento ideale in applicazioni di medicina rigenerativa. In aggiunta, recenti evidenze scientifiche dimostrano che è possibile crioconservare per lunghi periodi di tempo, anche 24 anni, le cellule staminali del cordone ombelicale senza che queste, dopo essere state scongelate, risultino essere alterate sia nel loro stato morfologico che in quello funzionale.  Diabete, leucemie acute e croniche, linfomi sono alcune delle patologie per le quali vi è un “uso corrente” di cellule staminali cordonali. Maggiori informazioni sulle cellule staminali del cordone ombelicali (clicca qui)

Banca delle cellule staminali del cordone ombelicale
L’applicazione terapeutica delle cellule staminali del cordone ombelicale giustifica il crescente interesse nella loro crioconservazione ed è di conseguenza fondamentale, nell’ottica di una conservazione a lungo temine, scegliere la miglior banca per la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale. Partendo dal presupposto che conservare le cellule staminali cordonali è un importante tappa preventiva per la tutela dello stato di salute di vostro figlio e dei suoi fratellini e che la raccolta delle cellule cordonali può essere eseguita solo ed esclusivamente una volta, ne deriva che la scelta della banca delle cellule staminali in cui crioconservare le cellule cordonali venga fatta nella piena consapevolezza della qualità del servizio offerto dalla struttura assicurandosi, ad esempio, che tutte le procedure operative si svolgano nel rispetto di standard operativi e qualitativi come il sistema AABB e JACIE. La nostra banca per la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale, possiede queste ed altre importanti certificazioni, garantendovi quella tranquillità che solo un sevizio di alto livello vi può offrire. Oltre alle certificazioni, altri criteri, come ad esempio numero di campioni conservati o numero di trapianti effettuati, ci permettono di comprendere la qualità offerta da una banca per la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale.
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Conservazione cellule staminali del cordone ombelicale
La conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale avviene seguendo un ben definito iter operativo. Subito dopo il parto, il sangue cordonale, contenente le cellule staminali del cordone ombelicale, viene raccolto entro la nostra apposita unità (clicca qui per visonare il kit Sorgente per la conservazione delle cellule staminali). Da quando questa giunge presso la nostra banca delle cellule staminali, si avvia il processo di conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale.
Tale processo può essere schematizzato nelle seguenti 5 fasi:

Clicca qui per maggiori informazioni sulla crio-conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale presso la banca di Sorgente

La conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale in Italia
La conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale in Italia è regolamentata dal Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali che con il decreto "Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato" stabilisce che la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale in Italia è autorizzata per uso allogenico “in strutture pubbliche a ciò dedicate”. Il decreto precisa inoltre che la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale in Italia è altresì consentita “per uso dedicato al neonato stesso o a consanguineo con patologia in atto al momento della raccolta, per la quale risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l'utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale, previa presentazione di motivata documentazione clinico sanitaria". Inoltre, la legislazione Italiana consente la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale all’estero prelevate in strutture Italiane sia pubbliche che private. L’esportazione è vincolata al rilascio di un nulla osta da parte di Regioni o Province autonome territorialmente competenti. Sorgente ti mette a disposizione tutor e consulenti che ti aiuteranno nell’iter burocratico. (Costi/Adesione-Procedura )