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I Falsi Miti sulla Conservazione delle Staminali #2: Taglio tardivo e Raccolta di sangue cordonale

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I Falsi Miti sulla Conservazione delle Staminali #2: Taglio tardivo e Raccolta di sangue cordonale

clampaggio taglio tardivo

Cosa si intende per taglio tardivo del cordone ombelicale?

Con il taglio tardivo del cordone ombelicale, i medici non clampano e tagliano immediatamente il cordone ombelicale, ma attendono alcune decine di secondi secondi dopo la nascita del bambino prima di recidere il cordone ombelicale e separare la madre dal bambino.

Attraverso quest’operazione si cerca di far fluire il sangue del cordone e della placenta verso il bambino. Ne beneficiano sia la madre che il piccolo, per cui aumentano i livelli di emoglobina e migliorano le riserve di ferro disponibili durante i primi sei mesi di vita, con effetti positivi sull’intero processo di sviluppo.

Bisogna inoltre considerare i benefici di quest’operazione per i nati prematuri. Il clampaggio tardivo, facilitando il riflusso di parte del sangue presente nella placenta nel bambino, può rappresentare un beneficio immediato per chi è nato prematuramente.

Infine, prima di procedere addentrandoci nello specifico della questione, poniamo fine ad una paura che può prendere alcuni genitori. I bambini non provano dolore quando il cordone ombelicale viene tagliato, perché non ci sono terminazioni nervose al suo interno.

Quanto tempo bisogna aspettare per tagliare il cordone ombelicale?

Ancora oggi ricercatori e medici in tutto il mondo hanno risposte molto differenti da dare in merito a questa domanda. Intanto facciamo chiarezza: possiamo dire che quando si parla di clampaggio precoce parliamo di un taglio eseguito entro 30 secondi dalla nascita. Al contrario parliamo di clampaggio tardivo in tutti quei casi che vanno dai 30 secondi in su, fino anche ad arrivare al taglio dopo che la pulsazione del cordone è cessata.

In linea di massima il clampaggio precoce è indicato in quei casi di complicazione durante il parto in cui il neonato rischi di rimanere asfissiato. Si taglia subito il cordone in modo che il neonato possa essere portato in rianimazione nel minor tempo possibile.

Taglio tardivo del cordone: tempistiche e benefici

L’operazione del taglio tardivo è elencata tra le buone pratiche dell’OMS, con lo scopo di garantire una fase di transizione feto-neonatale più fisiologica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda infatti di tagliare il cordone ombelicale tra uno e tre minuti dopo la nascita, “per migliorare la salute e la nutrizione della madre e del bambino”.

Tempistiche che sono ridotte per l’American College of Obstetricians and Gynecologists, secondo cui sia nel parto vaginale che in quello cesareo è preferibile attendere circa 30-60 secondi prima del taglio del cordone.

La pensano nello stesso modo i rappresentanti dell’Associazione dei Ginecologi Italiani, che raccomanda “il clampaggio del cordone dopo almeno 30 secondi dalla nascita”. I test clinici in Italia hanno osservato:

  • livelli di emoglobina ed ematocrito più alti nella prima ora e dopo 24 ore di vita;

  • una pressione diastolica più alta durante le prime 24 ore di vita;

  • livelli di ematocrito più alti durante i primi 28 giorni di vita;

  • livelli di emoglobina ed ematocrito più alti a 10 settimane di vita.

Bisogna però sottolineare che un taglio effettuato oltre 1 minuto può determinare aumento di ittero, quando le cellule epatiche del fegato ancora immaturo non riescono a far fronte all’aumento dei globuli rossi.

Cosa significa clampaggio?

Il clampaggio è un’operazione effettuata con uno strumento apposito, una pinza chirurgica, con cui si va a otturare temporaneamente il tubo attraverso cui fluisce il sangue dalla madre al bambino.

Nel clampaggio ritardato del cordone, i medici non clampano e tagliano immediatamente il cordone ombelicale.

Taglio tardivo e raccolta delle cellule staminali del sangue cordonale

Il taglio tardivo del cordone ombelicale non compromette in alcun modo la raccolta e la conservazione del sangue cordonale. Attraverso il clampaggio tardivo si avrà solo una minore quantità di sangue nel cordone ombelicale. Bisogna inoltre considerare il fatto che il prelievo deve essere eseguito entro 60 secondi dalla nascita, andando ad escludere quindi la pratica che prevede la fine naturale della pulsazione.

In ogni caso la qualità del campione che si andrà a prelevare varia fisiologicamente da neoonatoo a neonato. Ciascun cordone è differente per lunghezza, dimensioni, livelli di sangue contenuti al suo interno.

Per chi non lo sapesse, il sangue cordonale è un’ottima fonte di cellule staminali ematopoietiche. Cellule che, se opportunamente conservate, sono utili a curare molte patologie, in particolar modo malattie del sangue e malattie metaboliche ereditarie.

Come funziona la terapia? Le cellule staminali cordonali conservate, vengono utilizzate nei trapianti in alternativa alle cellule staminali del midollo osseo e del sangue periferico.

Tutte le coppie che stanno aspettando un bambino dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di conservare cellule staminali da sangue cordonale.

Contattaci per saperne di più.

Fonte:

WHO Guideline: Delayed Umbilical Cord Clamping;

United Nations Children’s Fund, United Nations University, World Health Organization. Iron deficiency anaemia assessment, prevention, and control. 2001;

ACOG Committee Opinion No.543, Dec. 2012, Timing of Umbilical Cord Clamping after Birth:

Effect of timing of umbilical cord clamping of term infants on maternal and neonatal outcomes. McDonald SJ et al, 2013

Delayed umbelical cord clamping after birth – The American Academy of Pediatrics and the American College of Nurse–Midwives endorse this document. This Committee Opinion was developed by the American College of Obstetricians and Gynecologists’ Committee on Obstetric Practice in collaboration with committee members Maria A. Mascola, MD; T. Flint Porter, MD; and Tamara Tin-May Chao, MD;

WHO recommendations for the prevention and treatment of postpartum haemorrhage;

Stem cell transplants at childbirth – Sanberg PR et al, 2010

Mankind’s first natural stem cell transplant – Jose N Tolosa et al, 2010

www.aogoi.it

Sun et.al 2010 Transfusion 50 (9): 1980-1987

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