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Cordone ombelicale salvavita viaggia dalla Spagna a Liverpool

Cordone ombelicale salvavita viaggia dalla Spagna a Liverpool

25.02.2026

5 min di lettura


Il lungo sprint

Cordone ombelicale viaggia dalla Spagna del ‘10 al Regno Unito del ‘22 per salvare adolescente malata

Colpita da una rara leucemia, Lyra Cassell non risponde alle cure tradizionali. Nel 2022, la svolta: i medici trovano delle cellule staminali compatibili. In Spagna. Vecchie di 12 anni e provenienti dal cordone ombelicale di un bimbo sconosciuto.

Lyra ha 16 anni quando nota un nodulo nella zona dell’inguine. Non fa male e non dà fastidio – all’inizio non ci aveva nemmeno fatto caso! – però non dovrebbe essere lì. Ne parla con la madre e lei la accompagna dal medico di famiglia che le rassicura: è una semplice ernietta, niente di cui preoccuparsi troppo.

Tutto bene quel che finisce bene, quindi.

Non fosse che, qualche giorno dopo, Lyra trova un secondo nodulo. Questa volta è sul collo: difficile che sia un’ernia.

Altro viaggio dal medico, altra visita e altra risposta abbastanza rassicurante. No, non è niente di grave, figuriamoci. Lyra sta mangiando troppi zuccheri ed è in una condizione di prediabete che, se non arginata con l’alimentazione, potrebbe sfociare in diabete vero e proprio. Non è una buona notizia, ma nemmeno qualcosa di cui preoccuparsi eccessivamente.

Strano, però: Lyra ha un’ottima alimentazione e va regolarmente a correre. Va detto che lei non ha una laurea in medicina, al contrario del suo dottore: ne saprà sicuramente più di lei. Se lui dice che è prediabete, sarà prediabete.

Un paio di settimane ed ecco comparire un terzo nodulo, anche questo sul collo.

Questa volta, Lyra e la madre bypassano il medico di famiglia e prendono appuntamento direttamente al Liverpool Royal Hospital.

Il dottore che la visita non vede né una piccola ernia né dei noduli da prediabete: vede qualcosa che non dovrebbe esserci su una sedicenne sana e attiva. Qualcosa da controllare con una biopsia, immediatamente, senza perdere altro tempo con teorie assurde.

Se ne stiamo parlando qui, puoi immaginare quali siano stati i risultati della biopsia: cancro. Leucemia linfoblastica a cellule T precoci, per essere precisi, una rara forma di tumore del sangue. Bisogna iniziare subito con cicli intensivi di chemioterapia ed evitare che si espanda, prima che formi metastasi in altri organi e diventi impossibile da fermare.

La chemioterapia blocca l’avanzata del tumore, ma non lo fa regredire. È solo questione di tempo, prima che il tumore riprenda a crescere: Lyra non si può accontentare di uno stallo. Se vuole sopravvivere, ha bisogno di un trapianto di cellule staminali.

Il professor Robert Wynn del Royal Manchester Children’s Hospital consiglia il sangue cordonale, potenzialmente meno problematico del midollo osseo. Secondo i registi, dovrebbe esserci un campione compatibile in Spagna, proveniente dal cordone ombelicale e dalla placenta di un bimbo nato 12 anni prima.

Lyra è un po’ scettica: possibile che le staminali del cordone siano ancora vive e attive, dopo tanti anni sotto ghiaccio? Non che le rimanga molta scelta, se non fidarsi del medico e accettare.

Il 7 aprile 2022, i medici infondono una piccola fiala di sangue nel corpo di Lyra. Bastano pochi minuti e poi non resta che aspettare.

Il percorso post-trapianto è infernale, molto peggio del trapianto in sé. Peggio perfino della chemioterapia. Lyra deve rimanere isolata, in attesa che il suo sistema immunitario ricominci a funzionare: niente corsette all’aria aperta, niente usciti con gli amici, niente serate al cinema mangiando popcorn in mezzo a sconosciuti. Solo lei, una stanza asettica e un team di operatori sanitari.

Vorrebbe approfittare della soluzione per dedicarsi a se stessa, ma Lyra è senza forze, ridotta a un guscio vuoto troppo debole per uscire dal letto. Il suo stomaco è perennemente sottosopra, per cui devono nutrirla con un sondino gastrico. A volte si chiede se la battaglia non sia persa. Forse sta morendo e non hanno il coraggio di dirglielo.

Eppure no, Lyra non sta morendo: pian piano, le staminali attecchiscono, il sistema immunitario si riforma e lo stomaco si assesta. Il cancro sparisce. Può ricominciare a camminare, anche se i muscoli sono deboli a causa della lunga immobilità. I suoi compagni di scuola sono tutti andati avanti senza aspettarla, ma lei non può correre per raggiungerli. Non ancora, quanto meno.

I primi passi a scuola sono incerti, stanchi. I suoi amici cercano di supportarla, là dove possono, ma non possono camminare al suo posto: quella è una strada che deve percorrere da sola, pian piano.

A poco a poco, i passi di Lyra si fanno più fermi. Ricomincia a mangiare con gusto. La stanchezza cronica si affievolisce, fino a sparire. Prima che se ne renda conto, sta di nuovo correndo all’aria aperta e verso il suo futuro, lasciandosi i mesi di solitudine alle spalle.

Oggi Lyra ha 20 anni ed è una giovane donna, sana e in gamba. Frequenta l’università per diventare terapista occupazionale ed ha percorso una mezza maratona, lasciandosi definitivamente quella stanza d’ospedale alle spalle.

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