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Il dibattito etico sulla conservazione delle cellule staminali perinatali

Donazione pubblica e conservazione familiare: conoscere entrambe le opzioni per scegliere in modo consapevole

La conservazione del sangue e del tessuto del cordone ombelicale rappresenta una delle decisioni che i futuri genitori possono trovarsi ad affrontare durante la gravidanza.

Non si tratta esclusivamente di una scelta sanitaria, ma anche di una decisione etica, perché riguarda una risorsa biologica unica, disponibile una sola volta nella vita e potenzialmente utile sia al singolo individuo sia alla collettività.

Negli ultimi vent’anni il dibattito ha coinvolto medici, ricercatori, bioeticisti, istituzioni sanitarie e associazioni di pazienti. Parallelamente, la medicina rigenerativa e le terapie cellulari hanno conosciuto un’evoluzione straordinaria che ha profondamente modificato il contesto scientifico nel quale questo dibattito è nato.

L’obiettivo di questa pagina non è suggerire quale scelta sia “migliore”, ma fornire informazioni corrette, aggiornate e basate sulle evidenze scientifiche disponibili, affinché ogni famiglia possa decidere in modo realmente libero e consapevole.

I principi etici condivisi

Pur esistendo posizioni differenti sulla destinazione del materiale biologico perinatale, la comunità scientifica e bioetica condivide alcuni principi fondamentali.

Libertà di scelta: ogni famiglia ha il diritto di decidere liberamente, dopo aver ricevuto informazioni corrette, comprensibili e scientificamente aggiornate.

Consenso informato: la decisione dovrebbe essere presa durante la gravidanza, con il tempo necessario per comprendere benefici, limiti e alternative

Tutela della dignità della persona: il materiale biologico umano deve essere raccolto e conservato nel rispetto della dignità umana e delle normative vigenti

Trasparenza dell’informazione: qualunque scelta dovrebbe basarsi su dati verificabili, evitando sia promesse irrealistiche sia informazioni incomplete

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Due diverse cellule staminali, due diverse prospettive cliniche

Quando si parla di cellule staminali del cordone ombelicale è importante distinguere due popolazioni cellulari profondamente diverse.

Cellule staminali ematopoietiche (HSC)

Le cellule staminali ematopoietiche sono contenute nel sangue cordonale.
Oggi rappresentano una terapia consolidata per numerose malattie ematologiche, immunologiche, metaboliche e oncologiche e costituiscono una delle principali fonti per il trapianto di cellule staminali.
Il dibattito etico sviluppatosi negli anni passati riguardava prevalentemente queste cellule e la scelta tra conservarle per un eventuale utilizzo familiare oppure donarle alla collettività.

Cellule staminali mesenchimali (MSC)

Le cellule staminali mesenchimali sono presenti soprattutto nel tessuto del cordone ombelicale e nella placenta.
Negli ultimi anni sono diventate una delle piattaforme di ricerca più promettenti della medicina rigenerativa. Oggi sono studiate in numerosi programmi di ricerca nelle aree della neurologia, ginecologia, ortopedia, cardiologia, immunologia, oftalmologia e medicina riparativa.
Questa evoluzione scientifica ha ampliato il dibattito etico, che oggi non riguarda più soltanto il trapianto di cellule ematopoietiche, ma anche il potenziale futuro delle terapie cellulari avanzate.

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Scopri di più sulla ricerca nelle cellule staminali perinatali

Due modelli, due valori etici

Il dibattito non nasce perché uno dei due modelli sia eticamente corretto e l’altro no.

Nasce perché entrambi rispondono a valori importanti.

Cosa dice l’Europa

Le istituzioni europee non indicano ai futuri genitori quale scelta debbano compiere.

L’attenzione è invece rivolta a un principio fondamentale: ogni decisione deve essere preceduta da un’informazione completa, corretta, equilibrata e scientificamente fondata, affinché il consenso sia realmente libero e informato.

L’Unione Europea disciplina inoltre qualità, sicurezza e tracciabilità dei tessuti e delle cellule umane attraverso una normativa comune che garantisce elevati standard a tutte le strutture autorizzate. La disciplina è stata introdotta con la  Direttiva 2004/23/CE⁠, successivamente integrata dalle  Direttive 2006/17/CE⁠ e  2006/86/CE⁠

Approfondimenti normativi

  • Direttiva 2004/23/CE⁠
  • Direttiva 2006/17/CE⁠
  • Direttiva 2006/86/CE⁠
  • Convenzione di Oviedo del Consiglio d’Europa⁠
  • Risoluzione del Parlamento europeo 2011/2193(INI)
  • Regolamento (UE) 2024/1938 sui SoHO
La donazione pubblica

La donazione pubblica

La donazione pubblica si fonda sul principio della solidarietà.

L’unità raccolta viene resa disponibile ai registri nazionali e internazionali affinché possa essere utilizzata per qualunque paziente compatibile che necessiti di un trapianto.

Questo modello valorizza:

  • la solidarietà;
  • l’equità di accesso alle cure;
  • la disponibilità internazionale delle unità;
  • il beneficio per la collettività.

Per molte famiglie rappresenta una scelta di elevato valore sociale.

La conservazione familiare

La conservazione familiare si fonda invece su un principio differente.

Il sangue e il tessuto del cordone rappresentano un patrimonio biologico unico e non più recuperabile dopo il parto.

Le famiglie che scelgono questa opzione decidono di preservare questa risorsa affinché possa rimanere disponibile per il bambino o per la famiglia qualora, in futuro, vi siano indicazioni cliniche appropriate.

Negli ultimi anni, inoltre, l’interesse della ricerca si è progressivamente esteso anche alle cellule staminali mesenchimali e alle loro possibili applicazioni nella medicina rigenerativa, contribuendo ad ampliare il valore potenziale della conservazione.

Le due scelte rispondono quindi a principi etici differenti, entrambi pienamente legittimi.

Un dibattito che sta evolvendo

Per molti anni la discussione si è concentrata quasi esclusivamente sulla probabilità di utilizzo del sangue cordonale.

Oggi il contesto scientifico è profondamente cambiato.

Le cellule staminali rappresentano ormai una componente consolidata della medicina moderna e, parallelamente, la medicina rigenerativa sta aprendo nuove prospettive terapeutiche.

Sono attivi centinaia di studi clinici dedicati alle cellule staminali perinatali, mentre la ricerca sulle cellule mesenchimali continua a espandersi in numerose aree della medicina.

Per questo motivo il dibattito etico non riguarda più soltanto l’utilità attuale della conservazione, ma anche il valore di preservare una risorsa biologica che potrebbe assumere un ruolo crescente nella medicina dei prossimi decenni.

Il modello FamiCord

Il Gruppo FamiCord ritiene che donazione pubblica e conservazione familiare non debbano essere considerate modelli contrapposti.

Per questo opera anche attraverso un modello di banca ibrida, che integra programmi di donazione pubblica e programmi di conservazione familiare in diversi Paesi europei.

Questo approccio consente di sostenere contemporaneamente:

  • la disponibilità di unità per i trapianti;
  • la medicina personalizzata;
  • la ricerca scientifica;
  • lo sviluppo della medicina rigenerativa.

Un network internazionale al servizio della ricerca

Oggi il valore di una banca di cellule staminali non dipende soltanto dalla qualità della crioconservazione.

Conta anche la capacità di trasformare quel campione biologico in una reale opportunità terapeutica.

Il Gruppo FamiCord riunisce biobanche, laboratori certificati GMP, attività di ricerca, sviluppo di terapie avanzate (ATMP) e collaborazioni con università e ospedali in numerosi Paesi europei.

Questa rete internazionale favorisce il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca alla pratica clinica e contribuisce allo sviluppo delle future applicazioni della medicina cellulare.

Epigenetica in gravidanza

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