Il dibattito etico sulla conservazione delle cellule staminali perinatali
Donazione pubblica e conservazione familiare: conoscere entrambe le opzioni per scegliere in modo consapevole
La conservazione del sangue e del tessuto del cordone ombelicale rappresenta una delle decisioni che i futuri genitori possono trovarsi ad affrontare durante la gravidanza.
Non si tratta esclusivamente di una scelta sanitaria, ma anche di una decisione etica, perché riguarda una risorsa biologica unica, disponibile una sola volta nella vita e potenzialmente utile sia al singolo individuo sia alla collettività.
Negli ultimi vent’anni il dibattito ha coinvolto medici, ricercatori, bioeticisti, istituzioni sanitarie e associazioni di pazienti. Parallelamente, la medicina rigenerativa e le terapie cellulari hanno conosciuto un’evoluzione straordinaria che ha profondamente modificato il contesto scientifico nel quale questo dibattito è nato.
L’obiettivo di questa pagina non è suggerire quale scelta sia “migliore”, ma fornire informazioni corrette, aggiornate e basate sulle evidenze scientifiche disponibili, affinché ogni famiglia possa decidere in modo realmente libero e consapevole.

Due diverse cellule staminali, due diverse prospettive cliniche
Quando si parla di cellule staminali del cordone ombelicale è importante distinguere due popolazioni cellulari profondamente diverse.
Due modelli, due valori etici
Il dibattito non nasce perché uno dei due modelli sia eticamente corretto e l’altro no.
Nasce perché entrambi rispondono a valori importanti.
Cosa dice l’Europa
Le istituzioni europee non indicano ai futuri genitori quale scelta debbano compiere.
L’attenzione è invece rivolta a un principio fondamentale: ogni decisione deve essere preceduta da un’informazione completa, corretta, equilibrata e scientificamente fondata, affinché il consenso sia realmente libero e informato.
L’Unione Europea disciplina inoltre qualità, sicurezza e tracciabilità dei tessuti e delle cellule umane attraverso una normativa comune che garantisce elevati standard a tutte le strutture autorizzate. La disciplina è stata introdotta con la Direttiva 2004/23/CE, successivamente integrata dalle Direttive 2006/17/CE e 2006/86/CE
Approfondimenti normativi
- Direttiva 2004/23/CE
- Direttiva 2006/17/CE
- Direttiva 2006/86/CE
- Convenzione di Oviedo del Consiglio d’Europa
- Risoluzione del Parlamento europeo 2011/2193(INI)
- Regolamento (UE) 2024/1938 sui SoHO

La donazione pubblica
La donazione pubblica si fonda sul principio della solidarietà.
L’unità raccolta viene resa disponibile ai registri nazionali e internazionali affinché possa essere utilizzata per qualunque paziente compatibile che necessiti di un trapianto.
Questo modello valorizza:
- la solidarietà;
- l’equità di accesso alle cure;
- la disponibilità internazionale delle unità;
- il beneficio per la collettività.
Per molte famiglie rappresenta una scelta di elevato valore sociale.
La conservazione familiare
La conservazione familiare si fonda invece su un principio differente.
Il sangue e il tessuto del cordone rappresentano un patrimonio biologico unico e non più recuperabile dopo il parto.
Le famiglie che scelgono questa opzione decidono di preservare questa risorsa affinché possa rimanere disponibile per il bambino o per la famiglia qualora, in futuro, vi siano indicazioni cliniche appropriate.
Negli ultimi anni, inoltre, l’interesse della ricerca si è progressivamente esteso anche alle cellule staminali mesenchimali e alle loro possibili applicazioni nella medicina rigenerativa, contribuendo ad ampliare il valore potenziale della conservazione.
Le due scelte rispondono quindi a principi etici differenti, entrambi pienamente legittimi.
Un dibattito che sta evolvendo
Per molti anni la discussione si è concentrata quasi esclusivamente sulla probabilità di utilizzo del sangue cordonale.
Oggi il contesto scientifico è profondamente cambiato.
Le cellule staminali rappresentano ormai una componente consolidata della medicina moderna e, parallelamente, la medicina rigenerativa sta aprendo nuove prospettive terapeutiche.
Sono attivi centinaia di studi clinici dedicati alle cellule staminali perinatali, mentre la ricerca sulle cellule mesenchimali continua a espandersi in numerose aree della medicina.
Per questo motivo il dibattito etico non riguarda più soltanto l’utilità attuale della conservazione, ma anche il valore di preservare una risorsa biologica che potrebbe assumere un ruolo crescente nella medicina dei prossimi decenni.
Il modello FamiCord
Il Gruppo FamiCord ritiene che donazione pubblica e conservazione familiare non debbano essere considerate modelli contrapposti.
Per questo opera anche attraverso un modello di banca ibrida, che integra programmi di donazione pubblica e programmi di conservazione familiare in diversi Paesi europei.
Questo approccio consente di sostenere contemporaneamente:
- la disponibilità di unità per i trapianti;
- la medicina personalizzata;
- la ricerca scientifica;
- lo sviluppo della medicina rigenerativa.
Un network internazionale al servizio della ricerca
Oggi il valore di una banca di cellule staminali non dipende soltanto dalla qualità della crioconservazione.
Conta anche la capacità di trasformare quel campione biologico in una reale opportunità terapeutica.
Il Gruppo FamiCord riunisce biobanche, laboratori certificati GMP, attività di ricerca, sviluppo di terapie avanzate (ATMP) e collaborazioni con università e ospedali in numerosi Paesi europei.
Questa rete internazionale favorisce il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca alla pratica clinica e contribuisce allo sviluppo delle future applicazioni della medicina cellulare.

Vuoi approfondire?
Parla con uno dei nostri consulenti scientifici oppure scopri di più sul Gruppo FamiCord e sulle cellule staminali perinatali.



