Normativa italiana su sangue cordonale, tessuto cordonale e placenta
In Italia la raccolta e la conservazione del sangue del cordone ombelicale sono disciplinate da una normativa specifica, che distingue tra donazione pubblica, conservazione per uso autologo-dedicato e conservazione familiare mediante esportazione presso istituti esteri autorizzati.
Il quadro normativo riguarda principalmente il sangue cordonale, ma negli anni sono aumentati anche l’interesse scientifico e gli approfondimenti relativi al tessuto del cordone ombelicale e alla placenta, matrici biologiche differenti e oggetto di specifiche valutazioni interpretative.
Questa pagina ha finalità informative e aiuta futuri genitori e professionisti sanitari a comprendere i principali riferimenti normativi, le procedure previste e le differenze tra i percorsi disponibili.
A chi è rivolta questa guida
Questa guida è destinata ai futuri genitori, ai professionisti sanitari e a chi desidera comprendere il quadro normativo italiano relativo alla raccolta e alla conservazione del sangue del cordone ombelicale, del tessuto cordonale e della placenta.
Le informazioni sono elaborate sulla base della normativa vigente, dei principali riferimenti istituzionali e della documentazione disponibile alla data di pubblicazione.
Gli approfondimenti riportati hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza legale o medica.
Cosa prevede la normativa italiana
| Percorso | Stato |
|---|---|
| Donazione pubblica del sangue cordonale | Prevista |
| Conservazione per uso autologo-dedicato | Prevista in casi specifici |
| Conservazione familiare mediante esportazione | Prevista secondo procedura |
| Conservazione familiare presso banche private italiane | Non prevista dalla normativa vigente |
La conservazione familiare del sangue cordonale presso banche private operanti in Italia non è prevista dalla normativa vigente. Tuttavia, è possibile organizzare la conservazione familiare mediante esportazione del campione presso istituti esteri autorizzati, seguendo le procedure amministrative previste.
I principali riferimenti normativi
Direttiva 2004/23/CE
Rappresenta il principale riferimento europeo in materia di cellule e tessuti umani. Definisce standard di qualità e sicurezza applicabili alla donazione, all’approvvigionamento, al controllo, alla lavorazione, alla conservazione, allo stoccaggio e alla distribuzione di cellule e tessuti destinati ad applicazioni sull’uomo.
Direttiva 2006/17/CE
Attua la Direttiva 2004/23/CE e definisce requisiti tecnici relativi alla selezione dei donatori, alle procedure di raccolta e agli esami di laboratorio necessari a garantire qualità e sicurezza di cellule e tessuti umani.
Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 191
Recepisce nell’ordinamento italiano la Direttiva 2004/23/CE e rappresenta il riferimento generale in materia di qualità, sicurezza e tracciabilità dei tessuti e delle cellule umane.
Decreto Ministeriale 18 novembre 2009
È il principale provvedimento italiano dedicato al sangue del cordone ombelicale. Definisce requisiti tecnici, modalità di raccolta e conservazione, e disciplina la conservazione per uso autologo-dedicato nei casi previsti dalla normativa.
Accordo Stato-Regioni 29 aprile 2010
Definisce gli aspetti organizzativi della rete nazionale delle banche di sangue cordonale e le procedure operative per raccolta, lavorazione e conservazione dei campioni.
Decreto Ministeriale 22 aprile 2014
Aggiorna il Decreto Ministeriale 18 novembre 2009, ampliando e precisando le indicazioni cliniche relative alla conservazione per uso autologo-dedicato alla luce dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche.
Conservazione per uso autologo-dedicato
La conservazione per uso autologo-dedicato è prevista dalla normativa italiana in specifici casi clinici.
Il Decreto Ministeriale 18 novembre 2009 disciplina questa modalità di conservazione, successivamente aggiornata dal Decreto Ministeriale 22 aprile 2014, che ha ampliato e precisato le indicazioni cliniche alla luce dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche.
Questa forma di conservazione riguarda situazioni particolari, previste dalla normativa, nelle quali il campione può essere conservato per un uso dedicato al neonato o a un familiare affetto da patologia per cui risulti appropriato l’impiego di cellule staminali ematopoietiche.

Conservazione familiare mediante esportazione
La normativa italiana prevede la possibilità di conservazione familiare mediante esportazione del campione presso istituti di tessuti esteri autorizzati, secondo le procedure amministrative previste.
Questo significa che la conservazione familiare del sangue cordonale non avviene presso banche private italiane, ma può essere organizzata attraverso l’esportazione del campione nel rispetto della normativa applicabile.
Per i futuri genitori è importante informarsi con anticipo, perché la procedura richiede documenti, autorizzazioni e passaggi amministrativi da completare prima del parto.
La conservazione familiare preserva il campione biologico, ma non garantisce un futuro utilizzo terapeutico. L’eventuale impiego dipende sempre da indicazione clinica, compatibilità, qualità del campione, protocolli disponibili e valutazione specialistica.
Documenti, autorizzazioni e tempi
Per i futuri genitori è importante informarsi con anticipo, perché la conservazione familiare mediante esportazione richiede documenti, autorizzazioni e procedure da completare prima del parto.
I documenti richiesti possono variare in base alla struttura sanitaria, alla procedura applicabile e alle modalità previste per la raccolta e l’esportazione del campione.
In generale, può essere necessario predisporre:
- documentazione per la richiesta di esportazione;
- moduli informativi e autorizzativi;
- documenti relativi alla raccolta;
- istruzioni per la struttura sanitaria;
- documentazione per il trasporto del campione;
- eventuali certificazioni o attestazioni richieste dalla procedura.
Per questo è opportuno verificare per tempo le indicazioni ricevute e confrontarsi con professionisti competenti.
Tessuto cordonale e placenta: cosa sapere dal punto di vista normativo
Il tessuto del cordone ombelicale e la placenta sono matrici biologiche distinte dal sangue cordonale e caratterizzate da proprietà biologiche differenti.
L’attuale normativa italiana disciplina espressamente la raccolta e la conservazione del sangue contenuto nel cordone ombelicale, mentre il tessuto cordonale e la placenta sono stati oggetto di specifici approfondimenti interpretativi sviluppati alla luce dell’evoluzione della ricerca scientifica e della normativa applicabile.
Gran parte della normativa italiana è stata sviluppata con riferimento al sangue del cordone ombelicale. Il crescente interesse scientifico verso il tessuto cordonale e la placenta si è sviluppato successivamente, generando ulteriori riflessioni di carattere giuridico e regolatorio.
Per questo motivo, la disciplina relativa a tessuto cordonale e placenta deve essere letta distinguendo tra:
- raccolta;
- conservazione;
- ricerca;
- eventuali applicazioni future;
- requisiti di qualità, sicurezza e tracciabilità.
Domande frequenti sulla normativa italiana delle cellule staminali
- È possibile donare il sangue del cordone ombelicale in Italia?
- Posso conservare il sangue del cordone ombelicale per la mia famiglia?
- È possibile conservare il sangue cordonale presso una banca privata italiana?
- Qual è la differenza tra sangue cordonale e tessuto cordonale?
- Un campione conservato all’estero può essere utilizzato in Italia?
- Perché il tessuto cordonale segue una disciplina diversa?
- Dove posso consultare la normativa?



