Sorgente - Conservazione Cellule Staminali
Centro assistenza clienti
Il significato antropologico della placenta
20 Gennaio 2021
Cellule staminali ematopoietiche per il trapianto autologo nella sclerosi multipla
26 Gennaio 2021
Show all

Si può fare il vaccino anti-Covid19 in gravidanza?

La campagna vaccinale contro il Covid-19 è iniziata e, per il momento, sta interessando solo i soggetti a rischio, gli operatori sanitari e sociosanitari. Ci preme però rispondere subito a un dubbio: il vaccino anti-Covid19 è pericoloso in gravidanza? Da quello che sappiamo, non dovrebbe esserlo. Cerchiamo di fare chiarezza a riguardo.

Covid-19 e gravidanza: cosa sappiamo

Gli effetti del Covid-19 sulle donne in gravidanza sono al centro dell’ultimo rapporto pubblicato da Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) dell’Iss. Il rapporto è stato condiviso dalle associazioni di ginecologia più importanti: Sigo, Aogoi, Agui, Agite e Sin.

Da quanto sappiamo, le donne incinte corrono lo stesso rischio di ammalarsi rispetto alla popolazione generale. Anche i possibili effetti negativi sono analoghi: gran parte delle future mamme manifestano sintomi lievi o moderati, che non richiedono il ricovero.

Ad oggi, solo il 3% delle donne in gravidanza malate di Covid-19 è stato ricoverato in terapia intensiva. Su 538 casi, ci sono state:

  • 4 morti in utero (meno dello 0,8%);
  • 0 morti neonatali;
  • 0 morti materne.

I fattori di rischio sono simili a quelli rilevati in altre fasce della popolazione: età sopra i 35 anni, lavoro a contatto con il pubblico, patologie pregresse. Condizioni quali asma e obesità potrebbero peggiorare la gravità dei sintomi da Covid-19, rendendo necessario il ricovero.

Il vaccino è pericoloso per le donne incinte?

Per il momento, i dati sul vaccino anti-Covid19 in gravidanza riguardano solo modelli animali. Non abbiamo studi specifici su donne in gravidanza o in fase di allattamento, quindi un po’ di preoccupazione è comprensibile. Prima di lasciarsi prendere dalla paura, però, riflettiamo su ciò che sappiamo.

Analizzando gli studi sugli animali, abbiamo tutte le ragioni per considerare il vaccino sufficientemente sicuro. Si tratta di un vaccino con mRNA, privo di qualsiasi traccia di virus al suo interno. Le particelle di mRNA istruiscono il sistema immunitario su come reagire al virus Covid-19. Dopodiché, si degradano e non lasciano tracce nell’organismo né della madre né del feto.

Conosciamo anche le possibili conseguenze di una mancata vaccinazione, sia per la madre sia per il feto. La futura mamma è infatti soggetta all’infezione proprio come tutti gli altri, con tutti i rischi derivanti. Inoltre, può diventare lei stessa un vettore per il virus e contribuire all’espandersi dell’infezione.

Cosa fare, quindi?

Fare o non fare il vaccino anti-Covid19?

Se la futura mamma ha contratto di recente il Covid-19, può rimandare la vaccinazione: nei 90 giorni successivi all’infezione, è improbabile ammalarsi di nuovo. In tutti gli altri casi, ci sono i presupposti per scegliere di vaccinarsi, quale che sia l’epoca di gravidanza. Questo vale in particolare per alcune categorie.

Gli esperti invitano tutti i soggetti a rischio a prendere in considerazione la cosa: operatrici sociosanitarie, donne sopra i 35 anni, donne affette da asma o da altre patologie. Soprattutto in questi casi, la futura mamma può considerare favorevolmente di farsi vaccinare. L’unica precauzione è mantenere un intervallo di 14 giorni tra il vaccino anti-Covid19 e altri vaccini.

Sta alla futura mamma scegliere se vaccinarsi oppure no, là dove ne avesse la possibilità. L’importante è valutare i dati che si hanno nel modo più oggettivo possibile e, qualora si decidesse di non fare il vaccino, rispettare comunque tutte le altre misure preventive.

Recentemente sono stati pubblicati i dati dello studio coordinato dal Prof. Camilo Ricordi sul possibile trattamento dell’infiammazione da Coronavirus con le cellule staminali del cordone ombelicale. Lo studio è stato effettuato presso il Centro di trapianti cellulari alla Miller School of Medicine dell’Università di Miami.

I risultati ottenuti sono entusiasmanti: 100% di sopravvivenza in chi ha ricevuto questo trattamento e ha un’età inferiore di 85 anni.

Vuoi saperne di più su come vivere la gravidanza nel periodo di Covid e quali sono le potenzialità terapeutiche delle cellule staminali contenute nel cordone ombelicale?

 

Partecipa al Webinar gratuito tenuto dalla prof.ssa Irene Martini, direttore scientifico di Sorgente.

Clicca qui scoprire le date dei prossimi incontri!

"Siamo davvero rimasti soddisfatti, azienda seria, tutor sempre a disposizione, personale competente e professionale. Complimenti!"
Badalà/Lombardo (Cliente Sorgente)

Leggi i commenti lasciati dai nostri clienti.

Recensioni Verificate

Webinar gratuito

Staminali del cordone ombelicale: tutte le informazioni in diretta

La prof.ssa Irene Martini, direttore scientifico di Sorgente illustrerà in diretta alle famiglie tutte le potenzialità delle cellule staminali da sangue e tessuto cordonale, incluse le applicazioni terapeutiche in corso per curare il coronavirus

Scopri le date dei prossimi incontri

Le cellule staminali del cordone ombelicale: una garanzia per la vita

Cellule staminali

Quando parliamo di cellule staminali intendiamo una popolazione eterogenea di cellule accumunate dall’essere indifferenziate e dotate della capacità di autorinnovarsi. In questa popolazione di cellule staminali identifichiamo:

Cellula staminale embrionale
La cellula staminale embrionale è capace, virtualmente, di differenziarsi verso qualsiasi organo o tessuto. Tuttavia, la cellula staminale embrionale è fonte di problematiche etico-morali, in quanto il suo ottenimento è vincolato alla manipolazione e distruzione di un embrione. Al contrario nessun problema etico nasce dall’utilizzo sia della cellula staminale adulta sia della cellula staminale cordonale.

La cellula staminale adulta
La cellula staminale adulta, cosi come la cellula staminale del cordone ombelicale, comprende staminali in grado di originare tutte le cellule della linee ematopoietica (dette cellule staminali ematopoietiche) ma anche cellule staminali (dette cellule staminali mesenchimali) che possono differenziare in cellule cartilaginee, ossee ed adipose. Tuttavia le procedure per il prelievo delle cellule staminali adulte sono invasive, basti pensare alla procedura per l’estrazione del midollo ossseo, mentre il cordone ombelicale è una ricca fonte facilmente ed immediatamente accessibile di cellule staminali.

Le cellule staminali del cordone ombelicale
Le grandi capacità proliferative e differenziative, congiuntamente alla loro immaturità immunologica, rendono le cellule staminali del cordone ombelicale uno strumento ideale in applicazioni di medicina rigenerativa. In aggiunta, recenti evidenze scientifiche dimostrano che è possibile crioconservare per lunghi periodi di tempo, anche 24 anni, le cellule staminali del cordone ombelicale senza che queste, dopo essere state scongelate, risultino essere alterate sia nel loro stato morfologico che in quello funzionale.  Diabete, leucemie acute e croniche, linfomi sono alcune delle patologie per le quali vi è un “uso corrente” di cellule staminali cordonali. Maggiori informazioni sulle cellule staminali del cordone ombelicali (clicca qui)

Banca delle cellule staminali del cordone ombelicale
L’applicazione terapeutica delle cellule staminali del cordone ombelicale giustifica il crescente interesse nella loro crioconservazione ed è di conseguenza fondamentale, nell’ottica di una conservazione a lungo temine, scegliere la miglior banca per la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale. Partendo dal presupposto che conservare le cellule staminali cordonali è un importante tappa preventiva per la tutela dello stato di salute di vostro figlio e dei suoi fratellini e che la raccolta delle cellule cordonali può essere eseguita solo ed esclusivamente una volta, ne deriva che la scelta della banca delle cellule staminali in cui crioconservare le cellule cordonali venga fatta nella piena consapevolezza della qualità del servizio offerto dalla struttura assicurandosi, ad esempio, che tutte le procedure operative si svolgano nel rispetto di standard operativi e qualitativi come il sistema AABB e JACIE. La nostra banca per la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale, possiede queste ed altre importanti certificazioni, garantendovi quella tranquillità che solo un sevizio di alto livello vi può offrire. Oltre alle certificazioni, altri criteri, come ad esempio numero di campioni conservati o numero di trapianti effettuati, ci permettono di comprendere la qualità offerta da una banca per la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale.
Scegli la banca giusta per le cellule staminali del tuo bambino
Scegli  la banca giusta per le cellule staminali del tuo bambino (clicca qui)

Conservazione cellule staminali del cordone ombelicale
La conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale avviene seguendo un ben definito iter operativo. Subito dopo il parto, il sangue cordonale, contenente le cellule staminali del cordone ombelicale, viene raccolto entro la nostra apposita unità (clicca qui per visonare il kit Sorgente per la conservazione delle cellule staminali). Da quando questa giunge presso la nostra banca delle cellule staminali, si avvia il processo di conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale.
Tale processo può essere schematizzato nelle seguenti 5 fasi:

Clicca qui per maggiori informazioni sulla crio-conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale presso la banca di Sorgente

La conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale in Italia
La conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale in Italia è regolamentata dal Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali che con il decreto "Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato" stabilisce che la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale in Italia è autorizzata per uso allogenico “in strutture pubbliche a ciò dedicate”. Il decreto precisa inoltre che la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale in Italia è altresì consentita “per uso dedicato al neonato stesso o a consanguineo con patologia in atto al momento della raccolta, per la quale risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l'utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale, previa presentazione di motivata documentazione clinico sanitaria". Inoltre, la legislazione Italiana consente la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale all’estero prelevate in strutture Italiane sia pubbliche che private. L’esportazione è vincolata al rilascio di un nulla osta da parte di Regioni o Province autonome territorialmente competenti. Sorgente ti mette a disposizione tutor e consulenti che ti aiuteranno nell’iter burocratico. (Costi/Adesione-Procedura )