Studi clinici su ictus e lesioni del midollo: a che punto siamo?
Le cellule staminali aprono nuove frontiere per la riparazione di danni al cervello e al midollo spinale
Yiping Fan e colleghi hanno eseguito una revisione completa degli studi clinici su ictus e lesioni del midollo. L’analisi offre di un quadro completo dei risultati ottenuti con le terapie cellulari, dall’inizio fino ad ottobre 2022.
Se guardiamo allo stato attuale della medicina, la gestione delle lesioni a carico del cervello e del midollo spinale rimane tra le sfide più difficili da affrontare. Benché colpiscano milioni di persone, non abbiamo ancora una vera e propria risposta. Eppure, pare che qualcosa si stia muovedo.
Yiping Fan e colleghi hanno analizzato 72 studi clinici incentrati sulla terapia cellulare, di cui 40 sul trattamento delle lesioni da ictus e 32 su quelle del midollo spinale fino. L’analisi parte dai primissimi studi e arriva fino a quelli pubblicati ad ottobre 2022. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Stem Cell Translational, offrendo una risposta inedita alla domanda: “a che punto siamo?”
Al momento, la terapia cellulare si basa su tre meccanismi d’azione:
- Sostituzione cellulare diretta. Si usano le cellule staminali per sostituire le cellule danneggiate, che siano neuroni o cellule della glia. L’obiettivo è ripristinare le connessioni neurali andate perse.
- Supporto alla rigenerazione. Le cellule staminali mesenchimali secernono fattori di crescita che stimolano la rigenerazione naturale del sistema nervoso, supportando sia i neuroni sopravvissuti sia le cellule progenitrici neurali del paziente.
- Immunomodulazione. L’infiammazione è uno dei grandi nemici del sistema nervoso, dopo un ictus o una qualsiasi lesione. Le cellule trapiantate aiutano a rimodulare la risposta del sistema immunitario, impedendogli di peggiorare il danno preesistente.
Queste sono le basi che accomunano pressappoco tutti gli studi in corso, quando si parla di terapia cellulare. A partire da queste, i diversi team di ricerca stanno cercando nuovi modi per ottimizzare le fonti cellulari e, soprattutto, per perfezionare i metodi di produzione e somministrazione delle cellule da trapiantare.
Dalla meta-analisi di Yiping Fan, emerge un quadro variegato.
I risultati clinici sul trattamento delle lesioni del midollo spinale sono i più incoraggianti, al momento. Molti di questi studi hanno sfruttato le proprietà delle cellule mesenchimali del cordone ombelicale, ottenendo miglioramenti funzionali significativi.
I partecipanti a questi studi hanno visto miglioramenti nella sensazione tattile, nel controllo motorio degli arti inferiori, nella funzione vescicale e intestinali. I miglioramenti sono stati misurati usando punteggi neurologici specifici per le lesioni del midollo spinale.
Se ci spostiamo sugli studi riguardanti le terapia cellulare per l’ictus, i risultati sono un po’ più limitati. Dei 40 esaminati, solo 5 hanno usato cellule neurali nel trattamento. In compenso, un piccolo studio partito nel 2007 sta ottenendo ottimi risultati usando le cellule ematopoietiche.
Durante il trial MASTERS (NCT01436487), i pazienti hanno ricevuto cellule progenitrici multipotenti per via endovenosa. L’approccio si è confermato sicuro e i segnali incoraggianti.
I risultati mostrati dalla meta-analisi sono solo il punto di partenza: la ricerca non si ferma. Grazie a trial clinici sempre più mirati, le terapie cellulari stanno trasformando il paradigma della cura. Oggi l’obiettivo è chiaro: passare dal semplice trattamento dei sintomi al recupero effettivo delle funzioni, restituendo dignità e benessere a chi affronta le sfide di una lesione neurologica.
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