Da TikTok con amore
Padre diventa virale su TikTok per cercare un donatore di midollo compatibile per il figlio quindicenne
Per amore del figlio Max, Juan Uribe si è improvvisato influencer su TikTok. I suoi appelli video stanno spingendo decine di migliaia di persone a registrarsi come potenziali donatori di midollo
Max è da sempre bimbo fragile: da quando ha sei anni, la sua vita è un patchwork di assenze da scuola. Se un compagnetto di classe starnutisce, puoi stare certo che si ammalerà anche lui. Influenza che gira? Tempo un paio di giorni e Max è a casa con la febbre.
È fastidioso, certo, ma non è niente di troppo preoccupante. Fino al 2024, quanto meno.
A dicembre 2024, l’ennesima malattia e l’ennesima assenza da scuola. I medici procedono con degli esami del sangue e notano qualcosa di strano: il sangue di Max è davvero molto povero di cellule; non solo di globuli bianchi, ma anche di globuli rossi e di piastrine. I medici decidono di approfondire la cosa con una biopsia del midollo osseo; l’esito è citopenia clonale.
La citopenia clonale è una sorta di conto alla rovescia genetico: chi ne soffre non solo ha livelli cellulari bassi, ma convive con rischi altissimi di sviluppare una leucemia mieloide acuta. Ad oggi, l’unica cura disponibile e un trapianto di cellule staminali, per sostituire il midollo osseo “difettoso”.
Nel caso di Max, la strada che porta dalla citopenia alla leucemia sembra particolarmente breve. Nel 2025, una seconda biopsia del midollo osseo indica tre nuove alterazioni cellulari che, se lasciate a se stesse, porteranno all’insufficienza midollare e al tumore.
A inizio 2026, i valori ematici di Max calano ancora. Secondo i medici, il quindicenne ha a disposizione pochi mesi per effettuare un trapianto. Se non si trova un donatore compatibile entro inizio 2026, il rischio di morte aumenterà drasticamente.
Juan, il padre del ragazzo, si sente impotente: i medici gli dicono che non può fare altro che aspettare, mentre loro cercano tra i registri dei donatori di midollo osseo. Una ricerca che si preannuncia fin da subito quasi impossibile, dato che Max è per metà colombiano; le persone con background nero e ispanico sono estremamente sottorappresentate nei registri.
Nessuno dei parenti di Max è del tutto compatibile con il ragazzo e nessuno ha conservato il cordone ombelicale, che richiederebbe una compatibilità minore. Niente da fare, quindi?
Juan Uribe è un uomo abituato ad agire: si rifiuta di restare con le mani in mano ad aspettare, mentre suo figlio muore pian piano. Il registro dei donatori è povero di donatori neri e ispanici? Bene, lui farà di tutto per ampliarlo!
Per gran parte di noi, TikTok è una semplice perdita di tempo. Per Juan, diventa una grande risorsa: smette di scrollare, si mette davanti alla camera del cellulare e registra il suo primo appello. Posta il tutto e aspetta.
I social sono un mondo strano, fatto di futilità e di emozioni forti. Le parole di questo padre disperato, in cerca di un’ancora di salvezza per il figlio adolescente, fanno breccia nel cuore dei tanti che passano da un video breve all’altro.
Sempre più persone guardano gli appelli di Juan, rispondono, condividono. Sempre più persone seguono il link nella sua bio, che rimanda a una piccola pagina web nella quale spiega come entrare nel “Team Max”, ovvero come diventare un donatore.
A fine marzo 2026, oltre 100.000 persone hanno richiesto il kit gratuito di DKMS per entrare nel registro dei donatori. Il numero è in continuo aumento, grazie alla neonata viralità dei video di Juan.
Questa storia non ha ancora un lieto fine, dato che nessuna delle succitate 100.000 persone è risultata compatibile. Il tempo sta scadendo e non sappiamo se Max troverà il suo salvatore. Siamo certi di una cosa, però: grazie agli appelli di suo padre, i registri dei donatori di midollo si stanno ampliando in tutto il mondo. Se anche Juan non riuscisse a salvare il suo bimbo, avrà la certezza di aver salvato tanti altri figli.
Fonte: swabformax.com
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