Portare indietro l’orologio
Le staminali del cordone come terapia contro l’insufficienza ovarica precoce
Lo studio proteomico rivela che il plasma cordonale Il trapianto di cellule staminali da cordone ombelicale potrebbe incrementare la fertilità nelle donne con insufficienza ovarica precoce, consentendo loro di avere figli anche dopo che la sveglia biologica ha (precocemente) suonato.
Inizia lentamente, in modo quasi impercettibile: il ciclo che arriva in ritardo, senza apparente motivo; il sesso che comincia ad essere doloroso, nonostante le attenzioni del partner; le vampate di caldo improvvise, specie di notte.
Non avessi meno di 40 anni, diresti che sono i tipici sintomi della menopausa. È impossibile, però: non sei più una ragazzina, ma la menopausa è un pensiero ancora lontano. Eppure…
La diagnosi arriva come una mazzata: POI, ovvero insufficienza ovarica precoce. Le tue ovaie hanno deciso di chiudere baracca e burattini ben prima del tempo previsto e, nonostante tu sia ancora relativamente giovane, stai entrando di fatto in menopausa. Se desideravi un figlio, il tempo è ufficialmente scaduto.
Ad oggi, la POI colpisce circa l’1% delle donne in età fertile e solo il 4-8% riesce ad avere una gravidanza spontanea. Le cose potrebbero cambiare, però.
Lo studio “Transplantation of UC-MSCs in ovary improves ovarian function and intermediate outcomes in IVF/ICSI cycles of POI patients: a clinical cohort study” analizza gli effetti delle cellule staminali cordonali sulla fertilità delle donne affetta da POI. I primi risultati promettono bene.
Il lavoro ha coinvolto 71 donne tra il 2019 e il 2023. Le partecipanti avevano meno di 40 anni e avevano già tentato almeno un ciclo di IVF, senza risultati. Di queste, 28 hanno proseguito con i classici trattamenti di fecondazione assistita, per fare da gruppo di controllo. Le altre, invece, hanno ricevuto un’iniezione di cellule staminali mesenchimali isolate dal cordone ombelicale; le iniezioni sono state fatte direttamente nelle ovaie, per ridurne la dispersione.
Confrontando i risultati dei cicli di IVF di entrambi i gruppi, si notano delle differenze. Le donne che hanno ricevuto le cellule staminali hanno prodotto più ovociti, dopo la stimolazione ormonale. Anche il numero di cicli che hanno prodotto almeno un embrione è aumentato: 11,6% prima del trapianto; 55,8% dopo il trapianto.
Anche nel gruppo di controllo c’è stato un aumento della percentuale di cicli crioconservati, da 7,14% a 39,28%, ma minore rispetto all’altro gruppo.
Siamo sinceri: non ci troviamo (ancora) di fronte alla terapia definitiva per la POI. Lo studio ha coinvolto poche donne e ha analizzato solo il numero di embrioni prodotti, senza dirci quanti di questi sono sfociati in una gravidanza arrivata a termine.
Ciononostante, i dati coinvolti sono interessanti e offrono una nuova speranza per tutte coloro la cui sveglia è suonata troppo presto.
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