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Il diabete provoca cambiamenti a lungo termine nel sistema immunitario

Livelli troppo alti di glucosio nel sangue possono “riprogrammare” l’azione delle cellule staminali e questo può provocare un aumento del rischio di aterosclerosi secondo un nuovo studio realizzato da ricercatori dell’Università di Oxford. Quello che è a tutti gli effetti una caratteristica distintiva del diabete, ossia la glicemia alta, può alterare le cellule staminali presenti midollo osseo fino a farle diventare globuli bianchi denominati macrofagi, secondo quanto hanno scoperto i ricercatori. Ne segue un’infiammazione e quindi una produzione di placche aterosclerotiche, cosa che aumenta il rischio di tutte le condizioni e le patologie che ne possono conseguire, in primis l’infarto.

Si tratta di una scoperta importante in quanto potrebbe spiegare perché i diabetici sono caratterizzati da un rischio maggiore di infarto anche quando i livelli di glucosio nel sangue vengono riportati sotto controllo. Come rileva il comunicato della stessa Università di Oxford, ciò ha rappresentato una sorta di “paradosso” per medici e scienziati, un paradosso che forse questo studio, pubblicato su Circulation, potrebbe contribuire a risolvere.

I ricercatori hanno effettuato anche esperimenti sui topi diabetici e non prelevando dal loro corpo cellule staminali del midollo osseo e trapiantandole poi in topi con livelli normali di glucosio nel sangue. I topi che ricevevano le cellule staminali dai topi diabetici mostravano uno sviluppo quasi doppio delle placche aterosclerotiche rispetto ai topi che avevano ricevuto le cellule staminali dai topi non è diabetici. Il midollo osseo estratto dai topi diabetici sembrava “ricordare” di essere stato esposto a livelli di glucosio troppo alti anche una volta inserito nel corpo dei topi normali.

I ricercatori scoprivano che i macrofagi dei topi che avevano ricevuto le cellule staminali dei topi diabetici erano stati modificati permanentemente e ciò produceva l’infiammazione.

“Il nostro studio è il primo a dimostrare che il diabete provoca cambiamenti a lungo termine nel sistema immunitario e come questo potrebbe spiegare l’aumento sostenuto del rischio di infarto”, spiega Robin Choudhury, professore di medicina cardiovascolare a Oxford e nuovo degli autori principali dello studio. Secondo il ricercatore è probabile che diverse persone diabetiche non stiano ricevendo trattamenti adeguati per quanto riguarda il loro rischio più grande di incorrere in patologie cardiache o dell’apparato circolatorio. Questi risultati potrebbero portare a nuove terapie proprio per questo tipo di complicanza nei diabetici.

Fonte: Circulation

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